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i438: Emendamento al "Fronte Popolare"



7 Si, come prima scelta

Approvato

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0No0%No

Proposta testo

L'Unione Europea è lontana dall'idea originale del Manifesto di Ventotene e dalle legittime aspirazioni dei popoli, dei cittadini delle varie nazioni che vi partecipano.
Dall'idea primigenia che auspicava un continente di pace e serenità ci si è fermati al continente delle finanze, del libero mercato concorrenziale non solo con gli altri continenti, in attesa di un unicum, ma al proprio interno in una corsa sfrenata non già verso il benessere collettivo ma verso il proprio tornaconto nazionale, regionale, comunale fino all'individuale, unico parametro di merito.
Molto semplicemente dovremmo tornare all'idea originale con la volontà dichiarata di una Costituzione Europea, di un Parlamento EU che legifera per tutta l'Unione e un Consiglio (o una Commissione) che abbia(no) solo compiti esecutivi secondo un concetto di democrazia che invece di regredire, come sta avvenendo oggi, progredisca verso una più logica suddivisione dei poteri cui le persone possano liberamente partecipare e concorrere al bene comune.
L'Unione Europea, con le sue istituzioni e la sua produzione normativa, ha quasi totalmente tradito sia l’idea originaria dei suoi fondatori, sia le legittime aspirazioni delle persone e dei popoli che si intendevano invece tutelare e rappresentare.
Si scriveva infatti sul manifesto di Ventotene: “[…] La fine di questa era sarà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l'attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l'emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita. […] non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un'attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori (ad esempio le industrie elettriche); le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo, ma che per reggersi hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore, ecc. (l'esempio più notevole di questo tipo di industrie sono in Italia ora le industrie siderurgiche); e le imprese che per la grandezza dei capitali investiti e il numero degli operai occupati, o per l'importanza del settore che dominano, possono ricattare gli organi dello stato imponendo la politica per loro più vantaggiosa (es. industrie minerarie, grandi istituti bancari, industrie degli armamenti). E' questo il campo in cui si dovrà procedere senz'altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti; […]La solidarietà sociale verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica dovrà perciò manifestarsi non con le forme caritative, sempre avvilenti, e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori.”
l’Unione europea è diventata invece l’esatto contrario di ciò che sarebbe dovuta essere, abitata e agita nelle sue istituzioni proprio dal nemico disumano che s’intendeva sconfiggere. Perciò proponiamo di:
1. Modificare il Trattato di Lisbona: a. affinché il Parlamento europeo possa esercitare la sovranità e il primato che spetta ad ogni assemblea democratica, conferendole in via esclusiva il potere legislativo; b. unificare le funzioni attualmente esercitate dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea in capo ad un unico organismo (anche al fine di contenere le spese), con compiti esclusivamente esecutivi e di proposta legislativa (da discutere e approvare in sede parlamentare);
2. Riprendere e concludere entro due anni il progetto originario di una Costituzione Europea (abbandonato nel 2007 ripiegando sul Trattato di Lisbona) che recepisca lo spirito autentico del Manifesto come sopra richiamato;
3. Istituire una commissione parlamentare che con l’entrata in vigore della nuova Costituzione europea provveda entro due anni dalla sua istituzione a semplificare e riordinare per materia l’attuale corpus normativo, conformandolo alle norme della nuova costituzione;
4. Mettere a punto con la massima urgenza delle strategie per l’emergenza clima, causa di catastrofi ambientali che stanno già devastando il pianeta, compresi i territori europei; al problema del clima si connettono anche quelli , altrettanto drammatici, riguardanti l’economia , la salute, la mancanza di lavoro, col crescente impoverimento della popolazione italiana ed europea. La riconversione ecologica dell'economia potrebbe perciò diventare un modello economico e sociale in grado di interconnettere singole strategie di intervento su settori fondamentali come quello energetico, industriale, formativo, agroalimentare, infrastrutturale , edilizio, del riciclo dei rifiuti e dei materiali, generando nuovo e buon lavoro per tutti; investendo, questa volta, direttamente e primariamente sulle singole persone, quali veri artefici reali del cambiamento, e indirettamente sulle imprese (rompendo con un passato di inutili sprechi ), comunque beneficiarie e protagoniste nel cambio di modello economico;
5. a punto provvedimenti per favorire nei singoli paesi adeguate misure di intervento per la cura e l’assistenza delle moltissime persone impossibilitate a lavorare, e prive di mezzi di sostentamento; secondo le logiche di un’economia circolare volta a evitare gli sprechi quanto riciclare materiali e utilizzare gli eccessi di produzione.
 
 

Emendamenti proposti (3)

scritti e valutati dai sostenitori di questa Iniziativa per migliorare la proposta e le sue motivazioni

Modifica.

Valutazione complessiva: 
| implementato: 

Sostituirei “altiero spinelli“ con “Carta di Ventotene“.

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Giovanni Nuscis

Valutazione complessiva: 
| implementato: 

L'Unione Europea, con le sue istituzioni e la sua produzione normativa hanno quasi totalmente tradito sia l’idea originaria dei suoi fondatori, sia le legittime aspirazioni delle persone e dei popoli che si intendevano invece tutelare e rappresentare.
Si scriveva infatti sul manifesto di Ventotene: “[…] La fine di questa era sarà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l'attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l'emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita. […] non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un'attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori (ad esempio le industrie elettriche); le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo, ma che per reggersi hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore, ecc. (l'esempio più notevole di questo tipo di industrie sono in Italia ora le industrie siderurgiche); e le imprese che per la grandezza dei capitali investiti e il numero degli operai occupati, o per l'importanza del settore che dominano, possono ricattare gli organi dello stato imponendo la politica per loro più vantaggiosa (es. industrie minerarie, grandi istituti bancari, industrie degli armamenti). E' questo il campo in cui si dovrà procedere senz'altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti; […]La solidarietà sociale verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica dovrà perciò manifestarsi non con le forme caritative, sempre avvilenti, e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori.”

l’Unione europea è diventata invece l’esatto contrario di ciò che sarebbe dovuta essere, abitata e agita nelle sue istituzioni proprio dal nemico disumano che s’intendeva sconfiggere. Perciò proponiamo di:

1. Modificare il Trattato di Lisbona: a. affinché il Parlamento europeo possa esercitare la sovranità e il primato che spetta ad ogni assemblea democratica, conferendole in via esclusiva il potere legislativo; b. unificare le funzioni attualmente esercitate dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea in capo ad un unico organismo, con compiti esclusivamente esecutivi e di proposta legislativa (da discutere e approvare in sede parlamentare);
2. Riprendere e concludere entro due anni il progetto originario di una Costituzione Europea (abbandonato nel 2007 ripiegando sul Trattato di Lisbona) che recepisca lo spirito autentico del Manifesto come sopra richiamato;
3. Istituire una commissione parlamentare che con l’entrata in vigore della nuova Costituzione europea provveda entro due anni dalla sua istituzione a semplificare e riordinare per materia l’attuale corpus normativo, conformandolo alle norme della nuova costituzione.

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Rinforzare con la conversione ecologica

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| implementato: 

E' un testo che approvo ma é monco di una narrativa che porti l'Europa alla conversione ecologica dell'economia.
Che le aziende siano private o statali se non sono ecologiche non si risolveranno i problemi dell'inquinamento e del riscaldamento climatico e quelli conseguenti che generano i disastri ecologici,le migrazioni....
Prego gli autori di implementare in questo senso la proposta.

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