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i410: Presentazione del testo di G. Mazzetti per la formulazione di un programma europeo per la redistribuzione del tempo di lavoro residuo.



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Approvato

5Si83%Si
1Astensione17%Astensione
0No0%No

Al fine di evitare la presentazione di proposte volontaristiche e contraddittorie, sulla tematica della conquista dei diritti da parte dei lavoratori e di contrasto alla disoccupazione tecnologica,
si propone alle forze politiche che intendono presentarsi alle elezioni europee del 2019 la riflessione teorica presente nel testo Giovanni Mazzetti, "quel pane da spartire", Boringhieri , 1997 e pubblicato online sul sito dell'associazione A.Re.La nei Quaderni di formazione n. 10 e n. 11, scaricabili ai link seguenti: ( http://www.redistribuireillavoro.it/quaderno-10-2018.html )

http://www.redistribuireillavoro.it/assets/formazioneonline_quaderno_nr_10_2018.pdf

http://www.redistribuireillavoro.it/assets/formazioneonline_quaderno_nr_11_2018.pdf

Nel testo si analizzano gli aspetti contraddittori delle varie attuali risposte alla diffusa disoccupazione europea e italiana: investimenti e sviluppo, reddito di cittadinanza e lavori socialmente utili; concludendo che l'unica necessaria evoluzione della fase di crisi dell'economia capitalista occidentale, sia la redistribuzione del tempo di lavoro residuo a parità di retribuzione, accompagnata da una prospettiva di limitazione del consumismo, producendo quindi solo ciò che è necessario senza moltiplicare bisogni indotti e futili (sviluppo infinito). Quella proposta non è quindi una "soluzione" per rilanciare la crescita ma uno sviluppo delle relazioni economiche, e quindi sociali, fra gli esseri umani, per un'effettivo superamento del capitalismo, che ad oggi non è più in grado di riprodurre la sua struttura sociale senza contraddizione (ecologica, occupazionale, finanziaria, demografica, psicologica). L'attuale sistema socio-economico porta la miseria nella sovrabbondanza, lo spopolamento nell'eccesso di abitazioni, l'infelicità nel benessere, la crisi nella accumulazione di capitale, la disoccupazione nell'aumento di produzione, lo spreco di risorse naturali nella loro non-rinnovabilità). Abbiamo bisogno quindi di superare il lavoro come lo conosciamo verso forme integrate di riproduzione della società, che non vengano mediate esclusivamente dal denaro. L'attività che qualcuno ha chiamato dell'individuo sociale.
Il consumismo è stato il meccanismo attraverso cui il sistema produttivo ha compensato la diminuzione del lavoro necessario ( è terminologia keynesiana) dovuto agli aumenti di produttività, consentiti dalla tecnologia.
La scelta politica è fra riduzione del tempo di lavoro o incremento e diffusione globale del consumo di beni superflui.

Emendamenti proposti (3)

scritti e valutati dai sostenitori di questa Iniziativa per migliorare la proposta e le sue motivazioni

Sostituzione frase finale

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| implementato: 

La frase conclusiva:

"Quella proposta non è quindi una "soluzione" ma uno sviluppo delle relazioni economiche, e quindi sociali, fra gli esseri umani, un'effettivo superamento del capitalismo, che ad oggi non è più in grado di riprodurre la sua struttura sociale senza contraddizione."

è sostituita dalla seguente:

"Quella proposta consentirebbe uno sviluppo delle relazioni economiche, e quindi sociali, fra gli esseri umani, un'effettivo superamento del capitalismo.
Fermo restando che la sua attuazione richiederebbe da parte dei lavoratori un controllo della produzione di beni e delle condizioni di lavoro che oggi non esiste, riteniamo che tenerla presente sia necessario per indirizzare le lotte nella giusta direzione

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Puntualizzazioni

Valutazione complessiva: 
| implementato: 

Non ho la possibilità di leggere nel dettaglio i due documenti di Giovanni Mazzetti, oltre 200 pagine, quindi accetto come valide analisi e proposte basandomi sul testo introduttivo, concettualmente valido. Comunque ho letto le prime pagine dove si espongono una serie di misure atte a ridare dignità ai cittadini, lavoratori, pensionati...ma le risorse verrebbero tutte dall'introduzione della moneta fiscale? Se si stabilisce, obbligatoriamente, un massimo di 30 ore settimanali si preclude quindi la possibilità a chi volesse o potesse fare di più di farlo? Pagare tutti a 10 €/ora X 30 ore settimanali vuol dire che tutti percepirebbero 1.200 € al mese integrabili con 240 € sempre che non faccia altre ore...ci sarebbe quindi da sviluppare un complicato sistema di controllo antifurberia? Queste entrate mensili sarebbero suffucuenti per un nucleo familiare monoreddito e con un solo figlio sempre se si introduce la moneta fiscale, altrimenti lo vedo difficile. Nella premessa accenni alla redistribuzione del tempo di lavoro residuo a parità del potere di acquisto accompagnato da una prospettiva di limitazione del consumismo, procucendo solo ciò che è necessario.....Matteo, siamo d'accordo, il concetto è condivisibile ma non credo sia realista ne di immediata attuazione. Il mondo occidentale ha fatto suo un concetto imposto e sbagliato, da decadi, di consumi superflui e sradicare questi abiti non lo si può fare così ne credo siano proposte che possano accogliere molte delle forze politiche che fanno parte dell'attuale panorama europeo, a meno che si passi per un sistema che imponga (dittatura) o una ancor più grande recessione economica che azzeri tutto il sistema economico attuale. Da libertario quale sono e sei, credo o vorrei sperare che un tale cambiamento nel modo di vivere e pensare debba necessariamente passare per una evoluzione nel pensiero di ognuno, deve esserci prima una maturazione individuale, che in parte stà già avvenendo, penso ad esempio alle varie teorie sulla decrescita felice. Non vorrei essere negativo sul lavoro svolto da te e Mazzetti, ci mancherebbe altro, però sono dubbi che mi soggiungono. Grazie per il lavoro.

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Sostituzione frase finale

Valutazione complessiva: 
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La frase conclusiva:

"Quella proposta non è quindi una "soluzione" ma uno sviluppo delle relazioni economiche, e quindi sociali, fra gli esseri umani, un'effettivo superamento del capitalismo, che ad oggi non è più in grado di riprodurre la sua struttura sociale senza contraddizione."

è sostituita dalla seguente:

"Quella proposta consentirebbe uno sviluppo delle relazioni economiche, e quindi sociali, fra gli esseri umani, con un'effettivo superamento del capitalismo.
Fermo restando che la sua attuazione richiederebbe da parte dei lavoratori un controllo della produzione di beni e delle condizioni di lavoro che oggi non esiste neanche lontanamente, riteniamo che tenerla presente sia utile per indirizzare le lotte nella giusta direzione"

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