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i376: PROPOSTA ORGANIZZATIVA DI PRIMALEPERSONE PER POTERE AL POPOLO!



3 Si, come prima scelta

Approvato

3Si100%Si
0Astensione0%Astensione
0No0%No

PROPOSTA ORGANIZZATIVA PER POTERE AL POPOLO!

PREMESSA
La presente proposta organizzativa vuole contribuire a definire la struttura e i rapporti interni a Potere al Popolo! al fine di garantire la trasparenza, la democraticità e l’efficacia della sua azione politica. La sua struttura dovrebbe essere orizzontale e non gerarchica, anche se possono essere assegnati, in alcune specifiche circostanze, ruoli di rappresentanza e di responsabilità.
In quanto “proposta” essa è solo una base di discussione ed è aperta ad ogni suggerimento e richiesta di modifica in grado di migliorarla e affinarla.
Innanzitutto, per definire una identità di base del progetto e censirne gli aderenti, sarà necessario costituire un’associazione di servizio a livello nazionale, con uno statuto essenziale che recepisca i principi della proposta stessa.
Seguendo il principio costituzionale di sovranità, popolare riteniamo che, nel nostro caso, essa debba essere attribuita pariteticamente alle singole persone, cioè a tutti gli aderenti al progetto, senza alcuna discriminazione. L’adesione al progetto è aperta e individuale ed avviene iscrivendosi all’associazione, accettandone i principi e le regole che ne informano lo statuto.
Per quanto riguarda i diversi contesti organizzativi di cui si compone Potere al Popolo!, si ipotizzano i seguenti ambiti:

  • Ambito territoriale: gli aderenti presenti sui singoli territori, con riferimento alle assemblee territoriali già costituite o di futura costituzione;
  • Ambiti metropolitano e/o provinciale: l’insieme degli aderenti presenti in questi ambiti;
  • Ambito regionale: l’insieme degli aderenti presenti nella Regione;
  • Ambito nazionale: l’insieme complessivo dei aderenti a Potere al Popolo!.
    Va precisato che, a differenza della classica struttura piramidale tipica dei partiti e delle organizzazioni federative in genere, questa struttura intende essere non gerarchica e garantire la massima autonomia dei vari ambiti o livelli.

GLI STRUMENTI INFORMATICI
Fatta eccezione per l’ambito di maggior prossimità, quello territoriale – che valuterà in autonomia se dotarsi, oltre che di una ml, anche degli altri strumenti che si vanno ad elencare –, ciascuno di questi ambiti è dotato degli strumenti informatici essenziali al proprio funzionamento:
1) una mailing list di tutti gli aderenti presenti in quell’ambito per lo scambio di informazioni e per le comunicazioni essenziali nonché per le notifiche relative all’apertura di nuove discussioni sul forum (punto 2) e delle fasi di presentazione di nuove proposte e di voto sulla piattaforma decisionale (punto 3); per garantire l’efficienza della comunicazione, il traffico in ml deve essere ridotto all’essenziale;
2) un forum di discussione ove possa liberamente svilupparsi il confronto, svolgersi il dibattito anche a livello di serrato contraddittorio;
3) una piattaforma decisionale attraverso la quale assumere le decisione in modo collettivo, trasparente ed
orizzontale. Ne esistono diverse, ognuna con caratteristiche proprie in base all’algoritmo di elaborazione del voto. Tendenzialmente esse (Liquid Feedback, in particolare, quella che è stata adottata da Potere al Popolo!) “premiano” le mozioni meno invise piuttosto che le semplicemente più votate.
La piattaforma decisionale adottata deve consentire di verificare in modo trasparente il proprio voto – Liquid Feedback lo consente – cosicché risulti di fatto impossibile manipolare i risultati.
Tuttavia, al fine di garantire la massima sicurezza del sistema di voto, il server su cui risiede la piattaforma sarà gestito da soggetto professionale terzo, esterno all’associazione, remunerato per la sua attività di natura prettamente tecnica.
I tre strumenti suddetti possono essere implementati in un’unica struttura informatica che potremmo definire come un “social network politico” che consenta, con un unico account di iscrizione, di accedere a tutti e tre gli strumenti.
Gli aderenti all’associazione hanno diritto di voto per tutti i livelli o ambiti. Essi, per esercitarlo, si iscrivono agli strumenti informatici degli ambiti ai quali intendono partecipare attivamente.
Per ovvie ragioni di certa e univoca identificazione dei votanti, l’iscrizione deve essere certificata dall’invio di un documento d’identità.
Come detto più sopra, l’adozione degli strumenti è necessaria per gli ambiti nazionale, regionale e provinciale/metropolitano, mentre l’eventuale adozione del forum e della piattaforma decisionale da parte delle assemblee territoriali e demandata alla loro libera scelta.

COME SI ASSUMONO LE DECISIONI
Come precedentemente accennato, questo modello organizzativo prevede che la sovranità si trovi alla base, cioè nell’insieme dei singoli aderenti al progetto, quindi degli iscritti all’associazione.
Le decisioni afferenti a un determinato ambito vengono assunte dall’insieme degli aventi diritto al voto di quel certo ambito, cioè da coloro che si sono iscritti ai relativi strumenti informatici.
Tutti gli iscritti ad un determinato ambito hanno la possibilità di presentare proposte e mozioni aprendo una nuova discussione sul forum. Dopo un adeguato periodo di confronto, variabile in funzione della natura della decisione da prendere (ovvio che l’adesione ad un appello richiederà un tempo di confronto minore che una proposta di modifica statutaria), qualora il suo proponente lo ritenga opportuno, la proposta viene pubblicata dal suo proponente sulla piattaforma decisionale. Solo se la proposta ottiene il sostegno (cioè l’interesse) di un certo quorum di aventi diritto sulla piattaforma, essa passa alla fase di voto vera e propria. Durante la fase di pubblicazione, chiunque può presentare proposte alternative o richieste di emendamenti che possono essere accettati o meno e quindi influire sulla decisione finale.
Questa possibilità aperta a tutti di presentare proposte, mozioni, emendamenti, fa si che si possa passare dal principio plebiscitario “una testa, un voto” a quello decisamente più democratico e partecipativo “una persona, un’idea, un voto”. Rispetto alle modalità attuali della politica, dove non solo le decisioni ma anche la presentazione delle proposte così come l’elaborazione dei programmi sono delegate esclusivamente ai rappresentati, è ben comprensibile l’arricchimento in termini di idee e quindi di possibile azione politica che l’esponenziale allargamento della “base pensante” viene a determinare. Si passa così dalla valorizzazione di singole intelligenze (quelle dei rappresentati) a quella di una vera e propria “intelligenza collettiva”.
La durata del confronto sul forum, quella delle fasi di pubblicazione, discussione e voto su piattaforma
decisionale e le percentuali dei quorum per l’ammissione al voto sono regolate da specifiche policy che devono essere preventivamente e opportunamente definite in base a considerazioni di natura politica.
L’uso congiunto degli strumenti, insieme alle più tradizionali modalità di confronto, quali le assemblee in presenza, consente l’apertura, per ciascun ambito, di uno spazio inedito di proposta, confronto, dibattito e decisione collettiva che potremmo definire come una sorta di Assemblea permanente. Molte piccole Assemblee permanenti diffuse sui territori che adotteranno l’intero modulo degli strumenti, Assemblee permanenti più ampie e livello provinciale/metropolitano e ragionale ed una grande e inclusiva Assemblea permanente a livello nazionale.

ORGANI ESECUTIVI
Considerato che per il funzionamento di una qualunque organizzazione non è sufficiente prendere decisioni (potere legislativo) ma occorre curarne l’attuazione, tenere i contatti con l’esterno ed espletare un’ampia serie di attività connesse, i vari ambiti si dotano degli organi esecutivi e di coordinamento di cui riterranno di avvalersi, di durata temporanea e prefissata.
Si entra a far parte di questi organi sulla base di candidatura volontaria, tramite elezione da parte nell’Assemblea permanente del relativo ambito. Di conseguenza, i componenti degli organi nazionali saranno eletti da tutti i componenti dell’associazione nazionale, quelli locali e intermedi solo dai componenti degli specifici ambiti. Tutti gli incarichi sono revocabili sulla base specifiche procedure di sfiducia da definire nello statuto o nell’accluso regolamento.
Le varie Assemblee permanenti stabiliranno, oltre alla durata di questi organi, anche la rotazione degli incarichi e l’impossibilità di ricoprirli continuativamente oltre un tempo prefissato.

RELAZIONI TRA GLI AMBITI E ORGANI SPECIFICI
Come si diceva, i vari ambiti sono tra loro indipendenti ed autonomi senza alcuna gerarchizzazione per cui, nel rispetto di questa autonomia, possono decidere di intraprendere le attività, le azioni, le iniziative che ritengono più opportune nel rispetto dei principi generali stabiliti dal manifesto e dallo statuto.
È tuttavia evidente che, in funzione dell’ambito in cui ci si trova ad operare, le potenzialità d’azione cambiano, risultando crescenti al passare da ambiti più periferici a quello nazionale. È quindi auspicabile una stretta collaborazione tra i diversi ambiti per un arricchimento generale.
Pur privilegiando e valorizzando le competenze interne, i diversi ambiti possono avvalersi di specifiche consulenze e/o collaborazioni esterne nei casi in cui ciò sia ritenuto utile all’assunzione di decisioni informate e/o nell’attuazione di specifici progetti. Ciò può tradursi anche nelle costituzione di una vero e proprio COMITATO SCIENTIFICO NAZIONALE.
Al fine di dirimere eventuali questioni o conflitti interni ed allo scopo di tutelare tutti gli aderenti da possibili soprusi, irregolarità, e violazioni, è istituita una COMMISSIONE DI GARANZIA i cui membri, sempre revocabili in base specifiche procedure previste dal regolamento, sono eletti in forma diretta dall’Assemblea permanente nazionale.
Può essere valutata, anche in tempi successivi, l'eventuale costituzione di ulteriori organi tanto esecutivi che di vigilanza e garanzia.
 

www.primalepersone.eu

Emendamenti proposti (2)

scritti e valutati dai sostenitori di questa Iniziativa per migliorare la proposta e le sue motivazioni

Trasformarla in emendamento Bozza 1 statuto PaP

Valutazione complessiva: 
| implementato: 

renderla più sintetica e dopo un preambolo, comporla in forma di Capitolo di statuto da proporre come emendamento alla bozza 1 di statuto di potere al popolo.
Insomma un emendamento, che se approvato, possa essere direttamente presentato al CNP senza ulteriori rimaneggiamenti.

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modalità elezione Coordinamento Nazionale esecutivo di Potere al Popolo7

Valutazione complessiva: 
| implementato: 

60 membri revocabili in carica 2 anni.

20 da candidature e votazioni nazionali
40 da candidature e votazioni regionali ( 1-3 eletti per regione in base a popolazione)

Comunque con una procedura di elezione su LQFB rivolta a tutti gli aderenti del territorio.

Candidature

Tutti gli aderenti devono avere diritto all'elettorato attivo e passivo.
Tutti gli attivisti devono potersi candidare a qualsiasi ruolo nel proprio ambito territoriale e nell'ambito nazionale.
(fase di NUOVO) 10 giorni
Una istanza di LQFB viene aperta appositamente da chi indice l'elezione ( la prima proposta da presentare riassume lo scopo e le modalità di candidatura, presentazione e votazione dei candidati, deve essere votata e approvata anche questa assieme alla lista dei candidati).
Gli attivisti che si vogliono candidare, inseriscono nella propria candidatura, come proposta alternativa
il proprio curriculum vitae e politico e la propria presentazione-motivazione a ricoprire il ruolo.

(fase di DISCUSSIONE ) 20 giorni
Terminato il periodo di presentazione delle candidature , i garanti e tutti gli aderenti controlleranno con una prima scrematura che le candidature siano accettabili non contravvenendo al regolamento interno per le elezioni ( mancanza o omissioni del CV politico, appartenenza ad altri partiti o associazioni incompatibili..) in caso di incompatibilità chiederanno di ritirare la candidatura o di integrare le informazioni fornite, se il candidato rifiuta la proposta può essere cassata e l'utente sospeso.
Durante questa fase si possono svolgere le assemblee territoriali e provinciali in cui tutti i candidati devono presentarsi ( ovviamente in quella del loro ambito). La mancanza di presentazione durante l'assemblea porta a decadimento della candidatura. ( i garanti chiedono di ritirarla, se l'attivista rifiuta viene cassata la candidatura e l'utente sospeso).
Durante le assemblee e successivamente a queste tutti gli aderenti possono indicare il proprio sostegno alle candidature che ritengono valide. Confrontandosi in assemblee possono convergere su una rosa di nomi da appoggiare fornendogli così il supporto necessario a superare il quorum e essere ammessi alla votazione. Questo è l'unico filtro politico che l'assemblea può imporre, assegnando ai candidati più condivisi un supporto iniziale che li ammette direttamente alla votazione. Le minoranze vengono comunque garantite perché possono comunque sostenere altri candidati fuori dalla rosa ( non c'è un limite al numero di proposte che possono essere sostenute da ogni attivista).
Il quorum va deciso politicamente, è una percentuale sugli iscritti in quella sezione territoriale ( in questo caso della regione o nazionale). Trattandosi solo di accettazione della candidatura il quorum può essere abbastanza basso intorno al 5%-10%( che in grosse regioni con ipotizziamo 1000 aderenti possono essere 50-100 supporti). Deve solo evitare autocandidature di mitomani, persone incapaci, mai viste, non è la votazione.
(fase di VERIFICA) 1-2 GIORNI
Ci si informa su chi votare, ci si accorda per convergenze, si verifica la storia politica del candidato, lo si incontra magari in iniziative apposite..
(fase di VOTO) 3-4 giorni
Si vota mettendo in ordine di preferenza la lista di tutti i candidati. Si può anche mettere a pari merito.
 

Motivazioni
La platea di riferimento deve essere la stessa. Non si può assegnare a
tutti gli iscritti il diritto e la possibilità di eleggere solo la quota
nazionale, mentre i nominati dalle assemblee territoriali possono essere scelti anche solo da 20 persone organizzate ( leggi partito o sigla)
Si crea una competizione virtuosa tra assemblee territoriali ad allargare la
propria base di aderenti e militanti rivolgendosi al territorio e a non
rinchiudersi in gruppi autoreferenziali omogenei.
L'assemblea territoriale, che comunque esprime i candidati fra i suoi membri
più attivi e capaci, deve essere in grado di esprimere un candidato
all'esecutivo che non sia solo in grado di raccogliere la fiducia dei militanti attivi che fanno parte dell'assemblea, ma di tutta la base locale
di Potere al popolo, che può risultare molto più ampia.
Visto che ci presentiamo come forza elettorale è importante che chi
rappresenta l'assemblea territoriale abbia delle doti politiche, capacità
oratoria, capacità di mediazione, visibilità sul territorio, che gli
permettano di essere rappresentativo di tutta la base degli aderenti. Se il
candidato riesce a ?convincere? solo 30 persone e non le 2-300 che
costituiscono la base (almeno), come può, successivamente, andare a
chiedere il voto e il sostegno in campagna elettorale di tutti i cittadini?
Ovvero se non convinci 300 persone già aderenti a Potere al Popolo,
pretendi poi di convincerne migliaia, fra i 250.000 della camera e i 450.000
del senato, del tuo collegio elettorale?
Deve essere complementare l'incompatibilità fra l'essere eventualmente
eletti (A qualsiasi carica istituzionale, da presidente di municipio a
parlamentare europeo) e il permanere nell'esecutivo nazionale. Il membro
eletto deve automaticamente decadere e lasciare il posto a un altro.
Eventuali eletti avranno un altro gruppo di coordinamento politico da
definirsi.
 

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