» SANDBOX » Prove veloci » Prova 20' #209 i351: Argo Secondari
1 Si, come prima scelta1 Neutrale1 Si, come scelta alternativa2 No

Rifiutata (4)

2Si40%Si
1Astensione20%Astensione
2No40%No

Nato a Roma, Argo Secondari appartiene ad una famiglia borghese: il padre, tra i primi medici omeopatici in Italia, dopo il praticantato divenne il medico personale di Giolitti, mentre la madre discendeva da un'antica e facoltosa famiglia. Quando è poco più che adolescente, stando a quanto riporta Ribelli! di Pino Caccucci 1, si imbarca verso il Sudamerica, risiedendo per un certo periodo tra l'Argentina e il Cile, dove viene catturato insieme ad un equipaggio sospettato di pirateria, ma sia per la sua giovane età che per la sua probabile estraneità ai fatti viene ben presto liberato.
Nel suo peregrinare americano entra in contatto con le frange anarchiche locali e si avvicina al pensiero anarchico; all'approssimarsi della Prima Guerra Mondiale decide di rientrare in Italia per partecipare al conflitto: è un interventista e come molti "interventisti di sinistra" (fra questi c'é anche Vincenzo Baldazzi, 2Ardito ed uno dei capi più valorosi degli Arditi del Popolo, in seguito capo della Resistenza a Roma per quanto riguarda la fazione politica che si richiamava a Giustizia e Libertà ) egli spera in una trasformazione della guerra in rivoluzione sociale egualitaria. Quelli che la pensano come lui non erano tanti, ma s'erano dotati di un giornale propagandistico : «Guerra Sociale».3
La Prima guerra mondiale
Stemma Arditi del Popolo, simile a quello degli Arditi ma coltello ed occhi sono rossi con la scritta sopra
Accortosi che nella guerra di trincea c'è assai ben poco di eroico e bello, comincia a nutrire odio e disprezzo verso le gerarchie militari, in particolare per i carabinieri, nonostante continui a distinguersi per coraggio e intraprendenza.
Quando il Regio Esercito costituisce il gruppo degli Arditi, con lo scopo di separare i soldati preparati culturalmente e militarmente come Argo Secondari, da quelli che formano la massa di soldati-contadini, si vivono momenti di forte conflitto interno poiché molti Arditi simpatizzano per i soldati di fanteria e sono intolleranti a qualsiasi gesto d'autoritarismo e di sopruso contro i soldati.
Queste tensioni non saranno mai riportate dalla stampa nazionale, intenta com'è a dipingere gli Arditi quali fieri ed eroici difensori della patria. In realtà , per assurdo, negli Arditi si ritrovano molti uomini di sinistra, tra cui anche più di qualche anarchico, anche se a dire il vero sono più affini al ribellismo sociale che ai principi libertari in sé.
La vicenda di Argo Secondari dopo la prima guerra mondiale

Alla fine della Guerra mondiale Argo svolge con profitto la professione di odontotecnico, ma è anche tra i fondatori della sezione romana dell'Associazione degli Arditi d'Italia.
Dopo aver partecipato con i Legionari Fiumani all'Impresa di Fiume, in cui il suo intento era quello di costituire una "Repubblica dei Soviet", idea peraltro ipotizzata anche da Mario Carli sul giornale dei Legionari fiumani, «La Testa di Ferro»
Frontespizio de La Testa di Ferro
, viene arrestato mentre tenta di riparare in Svizzera per aver organizzato "un colpo di mano", con lo scopo di occupare il parlamento e il ministero delle guerra; infatti nel luglio 1919, durante la "rivolta contro il carovita", aveva tentato, senza riuscirvi, di portare con sé un folto gruppo del 17° Reparto d'Assalto Arditi di stanza a Vallelata (Roma), nella speranza di impossessarsi di armi e munizioni e soprattutto di convincere i soldati a schierarsi dalla parte del popolo, ma il tutto fu stroncato sul nascere, anche se in seguito otterrà maggiori fortune con la costituzione degli Arditi del Popolo a partire da una costola degli Arditi.
Liberato nel marzo 1920, grazie all'amnistia per i reati contro la sicurezza dello Stato, frequenta Gabriele D'Annunzio ed Eva Kühn (moglie di Giovanni Amendola) quando comincia ad interessarsi di esoterismo partecipando a riunioni di cultori dell'argomento. Nel maggio seguente, in dissenso con la corrente "antibolscevica" degli arditi romani (guidata da Giuseppe Bottai e Ulisse Igliori) e col sostegno di Filippo Naldi e Peppino Garibaldi, Secondari e la sua componente anarchico-repubblicana estromettono il direttivo e provocano la scissione dell'associazione in due tronconi. Ma all'interno della corrente che fa a lui riferimento, costituitasi in Commissione provvisoria della nuova Associazione arditi d'Italia (schedata dalla questura romana come «associazione politica mazziniana degli arditi»), si formano ancora una volta due tendenze contrapposte: quella di Naldi e Garibaldi, su posizioni moderate, e quella dei "sovversivi" Secondariani che - a detta della questura capitolina - intenderebbero «proclamare la repubblica comunista». Secondari cerca, in effetti, di fare scendere in piazza gli arditi romani al fianco dei lavoratori in occasione delle agitazioni del biennio rosso, ma visti fallire i propri intendimenti, si dimette dalle cariche direttive, tanto che qualche settimana più tardi le autorità possono registrare lo scioglimento di fatto della sezione romana dell'associazione degli arditi. Deve trascorrere quasi un anno perché, nel giugno del 1921, la sezione si riorganizzi, approfittando della ripresa dell'Associazione nazionale arditi d'Italia e del suo nuovo orientamento, se non proprio "anti", quanto meno "a-fascista".
Il 22 giugno, insieme al repubblicano Luigi Piccioni e a gli anarchici individualisti che fanno capo ad Attilio Paolinelli, Secondari convoca un'assemblea nei locali della sezione romana (uno scantinato sito nel quartiere Prati-Trionfale) nella quale - dopo una bagarre tra filofascisti e antifascisti - si decide di convocare per il 27 giugno, l'assemblea generale degli arditi per la rielezione del direttorio. In questa sede, lancia la proposta - accolta con entusiasmo dalla maggioranza dei presenti - di costituire un BTG degli Arditi del popolo composto da tre compagnie (i nomi delle quali, "Temeraria", "Dannata" e "Folgore", sarebbero stati suggeriti da D'Annunzio) con il compito di difendere le sedi operaie colpite dalla reazione fascista («... Fino a quando i fascisti continueranno a bruciare le Casa del Popolo, case sacre ai lavoratori, fino a quando i fascisti assassineranno i fratelli operai, fino a quando continueranno la guerra fratricida gli Arditi d'Italia non potranno con loro aver nulla di comune. Un solco profondo di sangue e di macerie fumanti divide fascisti e Arditi» 4") e di porre le basi per la rivoluzione sociale: «... Ben lontani dal patriottardo pescicanismo, fieri del nostro orgoglio di razza, consci che la nostra Patria è ovunque siano popoli oppressi: Operai, Masse Lavoratrici, Arditi d'Italia, A NOI!» 5. Con il sostegno del Comitato di difesa proletaria romano e appoggiandosi a strutture simili in altre parti d'Italia, il Battaglione romano si trasforma ben presto in organizzazione nazionale - denominata Associazione fra gli Arditi del popolo - la quale, nel volgere di pochissimi giorni, conosce un successo insperato: quasi 150 sezioni per circa ventimila aderenti. Fuoriusciti dall'organizzazione gli elementi di stretta osservanza dannunziana (alcuni di loro abbandonano gli Arditi del popolo perché Secondari avrebbe tolto «dall'Associazione la bandiera Tricolore sostituendola con bandierine nere»), Secondari - la cui leadership politico-organizzativa è pressoché incontrastata - è il protagonista della prima manifestazione antifascista (il "raduno" dell'Orto Botanico del 6 luglio 1921), alla quale, sotto il suo comando, prendono parte circa duemila Arditi del popolo.
In occasione degli incontri relativi alla formazione dell'organizzazione dovette uscire dall'ANAI, Associazione Italiana Arditi d'Italia, il fascista Giuseppe Bottai, anche lui Ardito assaltatore di peso nell'ANAI 6.
L'opinione dei comunisti sugli Arditi del Popolo
Inizialmente la formazione denominata Arditi del Popolo contava circa duemila persone, in massima parte ex combattenti ed ufficiali della prima guerra mondiale, nonché anarchici ben conosciuti. Lenin, sulla «Pravda», saluta con gioia la nascita dell'organizzazione paramilitare antifascista e poco dopo Nikolai Bucharin invitò vivamente e duramente Ruggero Grieco, del Partito comunista d'Italia a Mosca, a non intralciare la fondazione dell'organizzazione antifascista, anche se questa non era alle dipendenze dirette del Partito comunista d'Italia, in quanto un rivoluzionario sta con la classe e non a discutere in salotto e questi (gli Arditi del Popolo) erano a fianco alla massa proletaria e così dovevano fare i comunisti, mentre il problema di in inquadrarli sotto il controllo del Partito Comunista d'Italia prospettato da Amedeo Bordiga in quel momento era di nessuna importanza.
Articolo di Ordine Nuovo
All'interno dello stesso partito Antonio Gramsci 7 era favorevole agli Arditi del Popolo, tema che riprenderà poco prima di essere incarcerato in una delle ultime riunioni del partito, prima della presa di potere del fascismo quale regime istituzionalizzato.
Il pensiero di Gramsci è peraltro ben esplicato dal suo intervento nella Commissione politica (dal verbale di riunione) :
«Con questo atteggiamento il Pcd'I contribuì alla vittoria delle bande fasciste. Quando nacquero gli Arditi del Popolo (organismi di lotta antifascista) che intendevano opporsi militarmente all'avvento del fascismo, essi generarono entusiasmo tra i lavoratori ricevendo le adesioni di sempre più militanti socialisti e comunisti, oltre che di intere Camere del Lavoro. L'atteggiamento sprezzante della direzione del Pcd'I, contro il parere dell'Internazionale, fu quello di minacciare l'espulsione di tutti i comunisti che avessero aderito a questi organismi. Bordiga si illudeva di poter fermare il fascismo solo con la forza organizzata del partito e delle proprie milizie. La sconfitta fu inevitabile...» ("L'Unità ", 24 febbraio 1926)
Le ultime fasi della vita di Argo Secondari
Il 3 agosto 1921 il Partito socialista conclude un "patto di pacificazione" con il fascismo, permettendo il suo definitivo insediamento nei gangli vitali dello Stato, avallando di fatto anche la repressione degli Arditi del Popolo. Il Ministero degli interni dirama una circolare tesa a criminalizzare gli "Arditi", considerati come un'«associazione a delinquere». Molti di loro vengono arrestati, gli altri però si difendono strenuamente (a Civitavecchia, Genova, Livorno, Ancona, Parma, Bari ecc.) tanto dai fascisti quanto dalle "forze dell'ordine", che oramai agiscono simultaneamente. Gli Arditi sono però adesso troppo pochi ed è impossibile continuare a resistere (solo a Parma gli Arditi del Popolo riescono a respingere le forze fasciste... ). Secondari, dopo il fallito tentativo di costituire una struttura paramilitare simile a quella da lui fondata in giugno, si getta in un'altra impresa senza seguito: nel marzo del 1922 distribuisce una circolare per la costituzione di un Partito intellettuale, una forza politica che - raggruppando operai e intellettuali - avrebbe dovuto racchiudere in sé «tutte le idee e le concezioni" e sviluppare al massimo le "Potenze palesi ed occulte dell'Intellettualismo"».
Dopo la Marcia su Roma, l'anarchico è tra gli antifascisti su cui maggiormente i fascisti concentrano la loro "attenzione" (un altro a cui toccherà la stessa sorte di Secondari è Alberto Acquacalda 8), perché vogliono vendicarsi delle cocenti sconfitte che sono state loro inflitte dagli Arditi del Popolo (per es. a Sarzana). Il 31 ottobre gli tendono un agguato. Argo Secondari è solo, quelli che per lungo tempo lo proteggevano e vigilavano su di lui sono stati arrestati; viene pestato ferocemente e ridotto in fin di vita. Si salva ma non è più in grado di intendere e di volere, e nonostante il fratello Epaminonda, chirurgo a Boston, chieda di averlo con sé negli USA, il regime si vendica e lo fa ricoverare nel manicomio di Rieti, dove morirà a quarantasei anni, il 17 marzo 1942.
 

Nessun emendamento