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i120: verbale videoconferenza del 08/09/2015



11 Si, come prima scelta

Approvato

11Si100%Si
0Astensione0%Astensione
0No0%No

Verbale della riunione via web di Prima le Persone di martedì 8 settembre.

Hanno partecipato:
Gian Luigi Ago, Simonetta Astigiano, Laura Cima, Domenico Gattuso, Antonio Greco, Athos Gualazzi, Antonella Leto, Vincenzo Pellegrino, Roberta Radich, Mario Sommella.

OdG

Iniziative
Gruppo Comunicazione
Quote di adesione
Varie ed eventuali

inizia

Domenico

dobbiamo dare più visibilità a Prima le Persone e riprendere le nostre iniziative, abbiamo bisogno di apparire sulla scena politica. Importante quindi lavorare all'organizzazione di iniziative su tutto il territorio. Al momento ve ne sono 4 programmate:
Un seminario a Genova il 17 ottobre
Un incontro su accoglienza e solidarietà a Palermo a novembre
Un incontro su giovani, occupazione e reddito in Calabria
Un'iniziativa di Guido Viale su economia equosolidale a metà gennaio in sede da definire.
interviene

Roberta

per informare che potrebbe esserci un'iniziativa in Veneto ai primi di dicembre sulla Costituzione.
Si conviene sulla necessità di fare dei gruppi territoriali per organizzare le varie iniziative, con l'accortezza di non sovrapporle se previste nella stessa zona (es. Nord-Ovest).

Laura

propone di anticipare il terzo punto in quanto Antonio, tesoriere, deve lasciare la riunione in anticipo.

Antonio

comunica che in cassa abbiamo un saldo di 830€ ma che solo 15 persone hanno versato la quota associativa su 257 aderenti/simpatizzanti. Alcuni solleciti sono stati mandati ma sarebbe necessario stimolare il versamento e le iscrizioni.

Domenico

ribadisce che il versamento della quota è fondamentale per coprire le spese di registrazione dell'Associazione e per poter finanziare le iniziative che si vogliono mettere in campo. Propone che gli aderenti alle Associazioni regionali si iscrivano anche a PLP versando una parte del quota. L'iscrizione consente anche la partecipazione al processo decisionale tramite LQF. Si potrebbe anche pensare ad un versamento unico aggregato trasmettendo le'elenco dei nomi e le relative quote.

Antonio

precisa che per facilitare la contabilità, tutte le quote dovranno comunque essere versate sul conto nazionale, se si deciderà di ridistribuire una parte delle risorse ai territori questo dovrà essere fatto dal tesoriere. Anche il database dei soci dovrà essere gestito in maniera centralizzata.

Athos

ricorda a tutti che l’Associazione è costituita in assemblea permanente, equiparabile ad una stanza in cui tutti gl’iscritti possono entrare e partecipare. Purtroppo su 83 iscritti solo poche persone visitano LQF regolarmente, alcuni non sono mai entrati, il risultato è che ci sono state mozioni approvate con appena 1 o 2 voti. Occorre fare un esame di coscienza ed allargare la partecipazione stimolandola di continuo, perché non è possibile approvare le cose con un numero così esiguo di persone. Si tratta di una situazione analoga ad una assemblea fisica dove però l’80% dei presenti dormono, LQFB ha già quorum che impedirebbero l’approvazione con meno del 20% d’interessati ma se nessuno entra e palesa interesse è come non ci fossero. Anche le Associazioni regionali dovrebbero utilizzare la piattaforma, che è uno strumento che ha senso solo se c'è partecipazione.

Domenico

fa appello alla flessibilità, se così poche persone usano LQF evidentemente c'è qualche problema e dobbiamo capire quale. Non possiamo escludere le persone solo perché non vogliono usare LQF, ma lavorare in più direzioni implementando nel frattempo l'uso della piattaforma. Le realtà regionali devono avere autonomia. Inoltre solo chi si è iscritto ed ha versato regolarmente la quota dovrebbe avere diritto di voto. Propone inoltre di individuare un numero minimo di partecipanti affinchè una votazione ossa essere valida. Cominciamo a stabilire delle regole ed a stimolare la partecipazione, se tra 1 o 2 mesi saremo ancora a questo livello abbandoniamo lo strumento. È importante che chi inserisce una proposta su LQF si faccia anche carico di sollecitare la partecipazione attraverso la mailinglist.

Athos

precisa che LQF è uno strumento che permette di limitare la presenza fisica, anche chi è lontano può demoraticamente partecipare al processo decisionale, ma è importante che le persone si assumano l'impegno di entrare almeno una volta al giorno per verificare la presenza di mozioni e /o votazioni in corso. Deve essere chiaro che lo strumento decisionale non è la mailinglist ma LQF, deve essere concepito come sostituto della presenza fisica dato che questa non può essere che saltuaria.

Mario

rileva che il documento proposto a favore della minoranza di Syriza è stato approvato con soli tre voti, ma in mailing List molti si erano espressi contro. Questo,pone evidentemente un problema. Importante che chi propone solleciti di continuo ricordando la necessità di votare.
Il gruppo comunicazione è formato ed è composto da Astigiano, Sommella, Cima, Radich e Leto, ma chiunque sia interessato,potrà collaborare.

Laura

sottolinea che i comunicati devono essere approvati in tempi brevi e questo richiede che il gruppo abbia una certa autonomia. Per LQF è fondamentale ricordare che chi non vota lascia che altri decidano, come successo con il comunicato su Syriza. L'audio si interrompe

Vincenzo

non possiamo abbandonare LQF che è il nostro biglietto da visita. Siamo nati per questo è lo diffondiamo all'esterno, dobbiamo fare ogni sforzo necessario per implementarne l'uso e farlo funIonare. Esistono però anche altri mezzi che non sono usati, come il Forum, il luogo su cui dovrebbero avvenire le discussioni.

Antonella

ammette la,propria inadempienza ma ritiene che LQF sia lo strumento che abbiamo deciso di darci e quindi dobbiamo farlo funzionare. Dobbiamo però essere più elastici, stabilire un quorum per la validità delle decisioni e piano piano implementare l'uso dello strumento. Non dobbiamo però essere troppo rigidi perché abbiamo bisogno di concentrarci sulla nostra azione, aumentare la nostra presenza, partecipare alle iniziative di altri ed organizzare le nostre.

Roberta

propone che il gruppo di lavoro inizi a lavorare, e che si costituiscano gruppi di lavoro per ogni evento che vogliamo organizzare per definirne gli obiettivi.

Domenico

propone che si invii un comunicato a tutti i partecipanti/simpatizzanti per stimolare la partecipazione e diffondere il calendario delle iniziative che vogliamo mettere in campo. È necessario migliorare la comunicazione interna ma anche quella esterna e dobbiamo crescere, in questi mesi siamo rimasti più o meno gli stessi. Chiediamo a tutti un contributo perché dobbiamo far capire che esistiamo per arrivare in primavera ed organizzare la seconda assemblea.

Simonetta

propone che sulle questioni più semplici si possa procedere rapidamente, mentre per le questioni più complesse si aprano delle discussioni in mailing List. In presenza di contrapposizioni si potrebbe utilizzare il forum per trovare una mediazione è solo dopo fare le votazioni.
Parla inoltre della difficoltà che Altra Liguria sta attraversando e comunicherà una bozza di scaletta del seminario del 17 ottobre appena possibile.

Laura e Vincenzo

sono d'accordo con l'uso integrato proposto di ml, forum e LQF.

Laura

torna sul comunicato su Syriza, lamentandone l'approvazione in quanto non è stato discusso. Necessario essere più efficaci ed organizzati. Dobbiamo tenere i contatti con tutte le realtà in maniera reciproca ma non possiamo limitarci a partecipare alle iniziative di altri, dobbiamo passare all'elaborazione politica. Di nuovo problemi di audio.

Ago

rafforza l'idea di usare la ml ed il forum per la fase di discussione e LQF per le decisioni impotando però tempi più lunghi e ben evidenziati per le questioni più dirimenti.
Tanti gruppi si propongono come costituenti, la nostra linea è quella dell'assemblea permanente e non dobbiamo fare passi indietro. Precisa che l'appello non è per sostenere la scissione di Syriza ma il popolo greco contro il memorandum. Quel l'appello è nato in Grecia.
Occorrono gruppi di lavoro. P

Vincenzo

avanza la proposta di preparare, in collaborazione con tutti i gruppi a noi affini con cui siamo in contatto, un incontro nazionale di tutte le realtà che sostengono il metodo e principio dell'autorappresentanza politica del sociale da svolgersi a marzo del prossimo anno.
 
 

Sommella

faceva presente che e stato creato un gruppo di contatto con le altre realtà associative, su Lqfb è stato creato, Uno spazio consulta, sì dovrebbe avviare con la partecipazione di rappresentanti di altri gruppi.
 

ASSEMBLEA PERMANENTE PRIMA LE PERSONE

CALENDARIO INIZIATIVE PROPOSTE - 8 Sett.2015
 

1. NO OMBRINA
Lanciano
23 Maggio
Referente: Di Salvatore E.

2. Politiche …..
Genova
17 Ottobre 2015
Referente: Fasce Luigi

3. Politiche di conversione ecologica mondiale. Sfruttamento delle risorse, migrazioni, pace, politiche di accoglienza virtuose
Palermo
12/13 Novembre 2015
Referente: Leto A.

4. Occupazione giovani. Workshop sul tema del lavoro giovanile e dell’auto-impiego
Lamezia T.
12 Dicembre 2015
Referente: Gattuso D.

5. Costituzione
Vicenza
Referenti: Radich R., Di Salvatore E.

6. Forum dell'economia sociale e solidale (SSE)
Bruxelles?
28 Gennaio 2016
Referente: Viale G.

7. PARIGI 2015. Conferenza sul clima
Parigi
30 Nov-11

8. Lamezia T.
Mar 2016
Regionale
Referente M.Filice

9. Politiche per Trasporti Equo-Sostenibile
Reggio C.
??
Regionale
Referente: D.Gattuso

10. Festival della lentezza e della felicità
Caltanissetta
Aprile 2016?
Referenti: Giovanni Ruvolo (Sindaco) – Pino Romano
 

SCHEDE EVENTI

4. Occupazione giovanile - Gattuso D.

Il Mezzogiorno d’Italia presenta un elevatissimo tasso di disoccupazione. Raggiunge il 22 % sul totale della popolazione attiva e cresce fino al 61% per i giovani, tra i valori peggiori d’Europa. Non a caso si registra un triste esodo delle forze giovanili verso il Nord e l’estero. A partire oggi non sono più solo giovani operai, ma anche moltissimi giovani istruiti, in gran parte laureati. Competenze, spesso formate negli istituti di alta formazione in Calabria su elevati standard di qualità. Anziché favorire la crescita dell’economia locale, ripagando l’investimento impegnato nella loro formazione, vanno ad ingrossare le fila di apparati produttivi di regioni lontane. La Calabria si va dissanguando. Si comincia ad assistere addirittura all’emigrazione dei genitori dei ragazzi meridionali; dopo aver fatto sacrifici per i figli, in ragione di un forte legame affettivo, preferiscono abbandonare la loro terra e i loro averi (spesso hanno investito energia e soldi per costruire casa per sé e per i giovani) per raggiungere quegli stessi figli e vivere l’età della pensione vicino ai nipoti. Talvolta accettando di vivere in spazi angusti e chiusi di città estranee, lontani dai loro amici e dall’ambiente hanno vissuto. Forme nuove di emigrazione, ma sempre tristi. E dire che le regioni del Sud sono potenzialmente tra i territori con ambienti migliori al mondo. La Calabria, ad esempio, presenta un clima mite tutto l’anno, ricca di vegetazione, paesaggi straordinari e variegati di mare, di collina e di montagna; risorse idriche enormi; produzione energetica naturale di gran lunga al di sopra delle proprie esigenze; 780 km di costa con spiagge di tutti i tipi; territori agricoli di riconosciuta qualità e varietà produttiva. Un Eden lasciato all’incuria e alla mortificazione da parte di un ceto politico irresponsabile e da malfattori senza scrupoli che imperversano da troppo tempo.
Il rischio è la desertificazione. Il Mezzogiorno e le sue aree interne rappresentano una risorsa straordinaria per l’intero paese e per le popolazioni locali; ma non si va oltre le dichiarazioni politiche e sociali occasionali.
Noi vogliamo partire da questa consapevolezza, e allargare la riflessione su altri fenomeni che stanno interessando le regioni meridionali, per comprendere come si possa costruire, dal basso, un futuro diverso, rendendo accoglienti e appaganti le regioni del Sud. Tra i fenomeni su cui riflettere:

  • la graduale sostituzione di popolazione locale con popolazione costituita da cittadine e cittadini immigrati. In Calabria la popolazione rimane attestata attorno ai 2 milioni di abitanti, ma si registrano circa 100 mila nuovi arrivi che hanno sostituito i nostri emigrati e lavorano soprattutto nei campi o nei servizi più umili; in realtà il tasso di sostituzione è ancora maggiore laddove si consideri che molti calabresi mantengono la residenza in Calabria, ma in realtà vivono altrove; ed inoltre molti immigrati non risultano all’anagrafe ufficiale;
  • i fenomeni di dissesto idro-geologico correlati all’abbandono delle aree interne e al progressivo venir meno delle opere di manutenzione di montagne, colline, corsi d’acqua;
  • azioni inquinanti e devastanti sull’ambiente, spesso determinate per irresponsabilità amministrative e per azioni delinquenziali (foreste che bruciano, mari inquinati, falde acquifere e risorse idriche rese non potabili per sversamenti folli, politica di gestione oculata dei rifiuti inesistente, abusivismo edilizio senza fine, cementificazione selvaggia di ampie porzioni di territorio, espansione del tessuto urbano nelle città maggiori e degrado dei centri minori, ecc.);
  • impoverimento generalizzato dei servizi essenziali, specialmente nelle aree interne: trasporti collettivi, scuole primarie, biblioteche, presidi ospedalieri, uffici pubblici in caduta libera;
  • diffusi esempi di buone pratiche locali, oggi non adeguatamente sostenute: accoglienza e integrazione virtuosa dei migranti, iniziative significative di lavoro agricolo su terreni confiscati e sequestrati alla mafia, imprese innovative, eccellenze nel campo della formazione e della ricerca, attività turistiche e valorizzazione dei parchi interessanti, ma ancora deboli, ecc.
    Occorre una visione nuova per lo sviluppo del Mezzogiorno. Non abbiamo bisogno di ingenerose morali renziane che dipingono i meridionali come dei piagnoni; abbiamo bisogno di costruire, insieme, una prospettiva di sviluppo diversa, fondata su valori di onestà, trasparenza, lavoro pulito, economia sana e legata alla realtà ambientale locale, fondata sull’energia e l’entusiasmo dei giovani, ma con forme di accompagnamento e sostegno concrete ed efficaci. In questa logica sarà importante riflettere su alcuni aspetti quali:
  • reddito di cittadinanza, evitando progetti velleitari tipicamente proposti da politici propagandisti senza coscienza;
  • coesistenza di giovani meridionali e giovani immigrati fortemente motivati a crearsi un futuro nelle nostre regioni, evitando nuove forme di emigrazione;
  • nuova progettualità, facendo leva anche sulle opportunità derivanti dal sostegno comunitario e dalle politiche di coesione; pensiamo ad opportunità nel campo della riconversione ecologica dell’economia, nel campo della difesa e valorizzazione dell’habitat naturale, nel rilancio della vita produttiva e sociale nelle aree interne su basi innovative, nella valorizzazione della cultura, delle strutture formative e di ricerca e del patrimonio storico-monumentale, nella ristrutturazione ed estensione intelligente dei servizi pubblici, nella valorizzazione della centralità mediterranea in termini di trasporti, logistica, mercato di scambio di prodotti commerciali (nuova accessibilità passa anche da una rete di collegamenti interni ed esterni misurati).
    Una buona base di partenza è contenuta nel Programma che Altra Calabria ha presentato alla comunità regionale in occasione della tornata elettorale di Novembre 2014, disponibile sul sito: http://www.perunaltracalabria.it/programma/

Il Convegno sarà così articolato (come fare?? Roberta??):
Ore 9:30: Relazione di apertura in seduta plenaria;
Ore 10:00/13:00. Lavoro per gruppi aperti, coordinati ciascuno da una coppia di giovani animatori; si prevedono x gruppi tematici:

  • A. Reddito di cittadinanza..
  • B. Progetti su fondi europei…
  • C. …………….
    -
    Ore 13:00-14:00. Pausa (Elaborazione sintesi da parte dei coordinatori)
    Ore 14:00/16:00. Relazione dei singoli Gruppi di lavoro e breve dibattito

 

6. Forum dell'economia sociale e solidale (SSE) - Viale G.

Forum articolato per assi tematici o per problematiche generali. È probabile che prevarrà questa seconda ipotesi, dato che le problematiche sono state tutte individuate. Nell'ordine:
1. Finanza (etica?) a sostegno della SSE;
2. Strumenti di misura dei risultati conseguiti dalla SSE;
3. Scambio di esperienze tra le SSE dei diversi paesi;
4. SSE in campo industriale, in quello dell'innovazione e in quello delle fonti energetiche rinnovabili;
5. Approccio alle problematiche delle persone vulnerabili (disabili, svantaggiati, migranti e profughi) - inclusione
6. Beni comuni globali e locali;
7. Strumenti di formazione e di educazione, anche nei confronti dell'imprenditoria sociale;
8. SSE e territorio, in particolare città;
9. Governance dell'impresa sociale.

Nessun emendamento